Salvatore Giunta “Decodificazioni. Opere dal 2007 al 2014”

Dal 15 al 29 Novembre 2016
Salvatore Giunta “Decodificazioni. Opere dal 2007 al 2014”
arte contemporanea, personale

vernissage: martedì 15 novembre 2016, dalle 17,00
orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19,30 o per appuntamento

Martedì 15 novembre 2016, presso la galleria Scoglio di Quarto di Milano – via Scoglio di Quarto 4, inaugura alle ore 18.00 la personale di Salvatore Giunta “Decodificazioni. Opere dal 2007 al 2014” a cura di Gabriella Brembati e testo critico di Ida Terracciano.
La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle ore 17,00 alle 19,30, fino al 29 novembre.

Salvatore Giunta nasce a Roma nel 1943, dove vive e lavora. Terminati gli studi al Liceo Artistico sotto la guida di Capogrossi, Purificato e Turcato, approfondisce lo studio delle arti applicate; si diploma in scenografia e frequenta la facoltà di Architettura di Roma seguendo i corsi di Perugini, Portoghese e Zevi. Inizia la carriera espositiva nel ’69 con la personale Progetti. al Palazzo delle Esposizioni di Roma. L’interesse per ulteriori mezzi espressivi lo inducono all’utilizzo della fotografia e dei super8 per indagare sull’immagine in movimento; realizza i primi film d’artista e brani filmici per azioni teatrali. Agli anni ’80 risalgono i primi libri d’artista che continuerà a realizzare per le edizione Artein, Arteuropa e Nouvelle Justine. Nel 2013 gli viene assegnato il premio Mnemorine.

Il nucleo di opere datate tra il 2007 e il 2014 e selezionate per questa edizione presentano una parziale indipendenza linguistico-visiva rispetto al percorso precedente e attuale, pur confermando l’impianto metodologico-concettuale che caratterizza l’intera storia artistica di Giunta; in questo ciclo i materiali e i procedimenti di redazione utilizzati, tendono ad assumere, forse riconducono, a forme iconiche, cosicché, attraverso l’uso di estensioni cromatiche monocrome, pare evocato l’ambiente della salina, tra la presenza del mare e del cielo.
Il rapporto con la composizione muta ed è in particolare la linea obliqua a distendersi divenendo il confine apparente lungo cui la dimensione celeste e quella terreste sembrano toccarsi; le linee trasversali interrotte, anche su uno o più livelli, scanalate nel corpo dell’opera, mostrano simbolicamente l’orizzonte visivo di un percorso fatto lungo la costa, aprono al racconto di un attraversamento, in un tempo dilatato di luoghi evocati, contrassegnati dalla presenza di minimi elementi a pieno campo. In rapporto a queste rilevazioni introduttive, nate dai valori indipendenti che il nucleo in mostra propone rispetto al percorso estetico costruito da Giunta, si dovrà superare l’apparentemente caratterizzazione naturalistica e abbandonare la dimensione del paesaggio.