Rosanna Forino

Dal 17 al 31 marzo 2004
Rosanna Forino
Opere recenti
arte contemporanea, personale

vernissage: 17 marzo 2004, ore 18.
catalogo: in galleria, testo di Cristina Rossi
orario: martedì a venerdì dalle 17 alle 19,30 o per appuntamento

QUELLO CHE PESO DEI MIEI ULTIMO DIECI ANNI DI LAVORO
Cristina Rossi incontra Rosanna Forino

Onde sonore che si inseguono in verticale, onde che non sai da dove provengano, né dove vadano, ma sono lì fissate in cento azzurri differenti, in acrilici trasparenti come fa l’oceano prima di scomporsi i singoli flutti carichi di luce interiore, vibrazioni armoniche, forme-colori che appartengono più al regno della musica che a quello della pittura, nel loro continuo fondersi e dissolversi.
<>: afferma con forza Rosanna Forino. L’altrove, per lei, è soprattutto l’inconscio/subconscio che affiora, si ribella:<>.
Il vincolo formale è pertanto uno strumento, un contenitore, una misura in mano all’irrazionale. Il percorso artistico di Rosanna Forino esige ogni nuovo equilibrio, una progettualità, un rigore più “alto” nella composizione; un momento sofferto ben espresso dal recente monocromo Monocolore giallo, dire giallo è riduttivo , dove colore e materia marcano una nuova relazione, consegno e forme di matrice più essenziale, con un rigore che oggi è più che mai sentito dall’artista. <>.
Aggiunge Rosanna, consapevole di dover coniugare un verbo fondamentale per la creatività, che oggi non si ottiene più per addizione, ma per sottrazione. Così le “onde” che suggeriscono un moto, del mare o dell’aria o il ritmo della poesia, ma anche un volo si gazze osservato nell’andirivieni tre Milano e Montecarlo, incontrano altri segni, tracce di una logica della composizione. <>.Rosanna Forino dipinge dal 1977; a quindici anni ha capito di voler essere una pittrice e la sua arte si è dipanata libera da schemi mentali e da maestri troppo condizionati. <<…non ho avuto maestri imperiosi>>.
Un viaggio in Messico e in Russia, nel 1990, dove ha esposto alla Fondazione Culturale Sovietica; due incontri forti con i tanti luoghi altri; il viaggio come gioco e messa a fuoco dello sguardo sul particolare. Una tavolozza mai abbandonata ove il blu/celeste si declina nei toni più disparati.
Vive allora tra Milano e la Costa Azzurra; numerose le sue personali in Italia e all’estero, la prima a Vicenza, nel 72, nell’86 alla galleria Vismara di Milano, e, sempre a Milano, la prossima, imminente mostra a Scoglio di Quarto.
Dipingere è per lei un fatto naturale, fa parte di un sentimento profondo, imperfetto come i sentimenti, ma duraturo, che non subisce scosse, se mai ha bisogno di scavare con più rigore dentro di se e nello stesso tempo di correre libero. <>.
Forino si muove con leggerezza nella ricerca che porta avanti, senza urti, rotture, coerente con tutto il suo lavoro; una profonda fiducia nei propri mezzi coscienza dei sentimenti la guidano a una personalissima ricerca artistica libera da ossessioni. Come succede solo ai veri poeti.