Personale di Orazio Bacci

Dal 14 novembre 2013 al 13 febbraio 2014
Personale di Orazio Bacci
Arte contemporanea, personale

vernissage: Giovedì 14 novembre 2013 ore 18,30
sede: Galleria Delle Arti, via Bonomelli 8, Cremona

Giovedì 14 novembre 2013 la Galleria Delle Arti, via Bonomelli 8, Cremona inaugura dalle ore 18.30 con la personale di Orazio Bacci, a cura di Gabriella Brembati.
La mostra è visitabile dal 14 novembre 2013 al 13 febbraio 2014
Con questa mostra del maestro Orazio Bacci prosegue la collaborazione tra la galleria Delle Arti di Cremona e la galleria Scoglio di Quarto di Milano, a cui la galleria Delle Arti ha affidato la gestione delle mostre che verranno allestite nei propri spazi.

Orazio Bacci è nato a Milano nel 1941. Pittore e fotografo inizia a dipingere nel 1958.
Grazie all’attività di fotografo, ereditata dal padre, ha frequentato fin da giovanissimo gli studi degli artisti, diventando amico di maestri quali Mario Nigro, Crippa, Enrico Baj e Sergio Dangelo, ma anche di collezionisti quali Sandro Passarè. Per dodici anni ha fotografato le opere di Lucio Fontana. Dal 1966 al 1970 si occupa di cinema sperimentale, proiettando un suo film alla scuola di design di Novara e in mostre personali. Esegue fotografie con doppia esposizione e con viraggio dalle quali ha prodotto pitture su tela. Dal 1968 al 1970 ha fatto parte del Gruppo di Ricerca Arti Plastiche del laboratorio il Parametro di Milano. Ha allestito trentadue mostre personali in Italia e all’estero (tra cui il Museo d’Arte Moderna di Tortosa, in Spagna, nel 2008) e partecipato a centonove collettive, anche queste in Italia e all’estero. Da anni è seguito dalla galleria Scoglio di Quarto di Milano.

Pieghevole in mostra con testo di Alessandra Carnovali

SGUARDO: LUCE E SEGNI
Il modello del meccanismo della visione a cui l’uomo è giunto, attraverso i secoli, si può sintetizzare nei termini che seguono. S’immagini un mondo esterno completamente buio, nel quale i corpi irradiano energia sotto forma di onde, che non sono né luminose, né colorate. Tra queste alcune, la cui lunghezza è compresa nell’intervallo tra 0,4 e 0,8 micron, provocano delle reazioni sulla retina degli occhi che incontrano. Tali reazioni suscitano la trasmissione di impulsi nervosi al cervello, che le elabora minuziosamente, considerandone l’intensità, la provenienza, la complessità, e infine ne ricava un complesso di fantasmi luminosi e colorati. E’ dunque solamente nell’ultima fase, quella psicologica, che esistono la luce e il colore, entità esclusivamente e assolutamente soggettive. Cos’è dunque la luce? Nient’altro se non quella assenza di buio che testimonia l’operosità della psiche e che, in conclusione, rinvia al soggetto e all’esperienza che egli ne fa nello sguardo.
“Un narratore dell’esperienza umana della luce” è la definizione che Tommaso Trini dà di Orazio Bacci, pittore e fotografo milanese. Fotografo per nascita. Figlio di Attilio, che lo introduce fra i migliori artisti della metà del Novecento, gli spazialisti in primis, e dal quale eredita i vecchi strumenti del mestiere, con cui immortalerà note opere d’arte e i loro autori (si pensi alla fotografia scattata a Lucio Fontana, nel suo studio, accanto ai quattro ovali intitolati la Fine di Dio). Artista per vocazione. Teso oltre lo spazio ulteriore che appena si varca in Fontana e il bianco nel bianco di Malevic, “là, dove l’oscurità si generò prima che la luce fosse visibile”, come scrive Trini, il critico che ha stretto con l’artista un sodalizio di lunga durata.
Seguendo la via indicatagli dal pittore Mario Nigro, la ricerca di Bacci si rivolge al colore e alla sua origine nella luce. Il quadro è ridotto ai minimi termini (le righe bianche su fondo colorato). I colori sono i tre fondamentali. La scelta individua pochi e coerenti elementi attorno ai quali, nella variazione di combinazione, dimensione e ritmo, si articola la sua intera produzione. Non è necessario nulla di più, come dimostrano anche i percorsi di altri artisti, tra cui è emblematico il caso di Capogrossi e dell’unico segno-sigla che lo contraddistingue.
Bacci è pittore che non dipinge tanto con la mano, in quanto libero dalla preoccupazione che l’opera mostri l’intervento fisico dell’autore, quanto con lo sguardo, inteso come luogo in cui l’uomo fa esperienza della luce. E con la mente: l’idea visiva precede l’esecuzione del quadro. Il dipinto preesiste alla sua realizzazione.
L’arte, nata nella culla della classicità come techne, supera l’aspetto artigianale. Come auspicato da Fontana, in quanto manifestazione dell’intelligenza umana, essa è espressa con i mezzi del proprio tempo e necessita sempre di un mutamento dei concetti e dei materiali.
Pittura in negativo. Da camera oscura. Nei quadri intitolati DMS (sigla che sta per Dimensione Modulare Spaziale), Bacci ottiene le sue righe bianche su fondo piatto coprendo con il nastro adesivo le porzioni dell’opera che sarebbero rimaste candide e stendendo poi sulla tela il colore, uniforme e saturo, solitamente blu o rosso. Le parti chiare, in fase di elaborazione, risultano scure nel quadro finito.
Dal buio della camera oscura vengono alla luce anche le quaranta Baccigrafie del 2004. Porzioni di un supporto cartaceo fotosensibile sono mascherate con sagome di forma geometrica, mentre il resto viene impressionato dalla luce. L’effetto ottenuto è analogo a quello delle righe su fondo colorato: le sagome si sostituiscono al nastro adesivo, la luce al colore. Nascono delle composizioni di forme fluttuanti in uno spazio senza tempo. Il richiamo è alle rayographies di Man Ray, fotografie ottenute senza far uso della fotocamera, appoggiando direttamente gli oggetti su carta sensibile ed esponendoli alla luce di una normale lampadina. Nell’omaggio, tuttavia, Bacci si allontana dagli oggetti a dimensione umanamente utilitaria di Man Ray, per condurre la sua ricerca in maggiore profondità, proseguendo l’indagine dell’esperienza umana della luce.
Pittura in positivo. Negli anni Novanta, l’artista dipinge su tela bianca con i soli tre colori primari. Il precedente rigore geometrico e compositivo s’infrange. Riemerge il segno della mano con la sua naturale imprecisione. Dopo trent’anni di severa composizione geometrica, Bacci entra, per sua ammissione, in una dimensione trascendentale. La ritrovata manualità gli consente di ottenere risultati avvicinabili ad alcune soluzioni visive delle arti primarie, soprattutto dell’arte oceanica, importante influenza, secondo l’artista, anche per Capogrossi. Contatto questo, con le arti primarie, che non recide, però, il legame con l’imprescindibile riferimento all’arte di Mondrian.
Rosso, giallo, blu. Ma anche nuovi colori sono accolti nelle più recenti Baccicromie, dove la manualità cede il posto alla virtualità. Il pittore diventa un direttore dei lavori. Grazie all’ausilio della tecnica, modifica il colore delle campiture, realizzando una matrice elettronica, priva di alcun legame con il supporto materiale (la tela) sul quale, in seguito, sarà meccanicamente stampata.
L’arte è, prima di tutto, idea e contenuto. L’arte è esperienza di colore e luce. L’arte è sguardo, luogo di incontro tra positivo e negativo, visibile e invisibile. Una visione abbagliante che non acceca, ma illumina e, nello stupore, chiama l’artista a rispondere.

Alessandra Carnovali

La Galleria Scoglio di Quarto (ONLUS) è nata ad iniziativa di Gabriella Brembati nel 1998 in via Scoglio di Quarto, sul Naviglio Pavese, in uno dei quartieri più caratteristici, antichi e affascinanti di Milano. Una casuale, storica concomitanza con la “Partenza dei Mille”, che coincide con l’esigenza che l’arte contemporanea ha di conquistare spazio e consenso della gente, per aprire un mercato ancora inadeguato al tanto che avviene in questi anni. Da alcuni anni si è trasferita presso la riva sinistra del Naviglio Pavese, in via Ascanio Sforza, 3, Milano
Dal 1998 ha allestito nei propri spazi 123 mostre tra personali e collettive. Ha inoltre curato 27 eventi espositivi e rassegne in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero tra cui citiamo le mostre:
Tavola Rotonda (Museo di Albissola d’arte moderna, Palazzo Boglietti di Biella – Società Umanitaria, Milano) – Triccabballacche (Serata futurista alla Società Umanitaria, Milano) – Pensieri d’Arte (Consolato Italiano in Casablanca, Marocco) – Convergenze Parallele (Palazzo Boglietti, Biella) – Carosello Italiano (Antica Pretura di Castell’Arquato – Museo dell’Energia a2a, Milano – Palazzo Boglietti, Biella) – Contemporaneo Italiano (Istituto Italiano di Cultura, Bruxelles e, in permanenza, presso il Palazzo del Governo UE, Palazzo Berlaymont, Bruxelles).
Di ogni mostra effettuata esiste nel nostro archivio il catalogo e un’adeguata documentazione (fotografie, riscontri sulla stampa, filmati ecc).

Per informazioni:

Scoglio di Quarto, via Ascanio Sforza 3, Milano – tel. 3485630381 -0258317556
E – mail: info@galleriascogliodiquarto.com – Sito: https://www.galleriascogliodiquarto.com
E – mail: corrainantonella@comune.rovereto.tn.it