Nicola Costanzo Gabriele d’Annunzio. L’Arte e l’Inno della Xilografia italiana

Giovedì 19 gennaio 2017, ore 18,30

Nicola Costanzo
Gabriele d’Annunzio. L’Arte e l’Inno della Xilografia italiana

Sarà presentato a Milano il 19 gennaio il libro di Nicola Costanzo curato da Giorgio D’Orazio e patrocinato dal Vittoriale degli Italiani e dal Centro Studi Dannunziani. Nella galleria delle Edizioni Scoglio di Quarto aprirà anche la mostra “Nicola Costanzo. Xilografia”.

(Milano, 13/01/2017) È fresco di stampa e sarà presentato a Milano giovedì 19 gennaio, alle ore 19 nella galleria Scoglio di Quarto (via Scoglio di Quarto 4, zona Navigli), il libro “Gabriele d’Annunzio. L’Arte e l’Inno della Xilografia italiana”, scritto da Nicola Costanzo, artista xilografo e saggista. La pubblicazione, edita dalle Edizioni Scoglio di Quarto nella collana Arteprioritaria, è stata curata da Giorgio D’Orazio e ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e del Centro Studi Dannunziani. La presentazione del libro coincide con l’apertura della mostra “Nicola Costanzo. Xilografia”, visitabile in galleria dal 19 al 29 gennaio 2017, che espone una trentina di opere xilografiche, recenti e datate, dell’artista Costanzo, nome di richiamo nazionale nel panorama xilografico.

Il libro.
Nella quotidiana ricerca di artista e di studioso, Nicola Costanzo, tra storia e critica, tra letteratura e arte, ha tracciato un sentiero che lascia camminare a braccetto il genio di Gabriele d’Annunzio e gli aspetti più salienti della Xilografia italiana. Il suo saggio, come si legge nella nota del curatore Giorgio D’Orazio, dopo un inquadramento generale sul mondo della xilografia, su d’Annunzio e l’arte, mette in luce quei rapporti teorici e pratici che il Vate ha coltivato con i maggiori xilografi del suo tempo, anche in virtù dei raffinati Ex Libris destinati alle sue eleganti pubblicazioni. L’autore prende passo infatti da una «rapida storia dell’arte xilografica», offrendo al lettore dei riferimenti temporali e geografici, di personaggi e di opere, per poi concentrarsi sul contributo che l’arte italiana ha dato alla xilografia, con un doveroso focus sul maestro Ugo da Carpi. È nella successiva riflessione sul ruolo della xilografia nel contesto sociale che Costanzo innesta «l’intuito dannunziano» nel diffondere la produzione di alcuni maestri xilografi attraverso copertine e frontespizi dei propri libri. Da qui, dunque, il cuore del saggio snocciola, con riferimenti bibliografici e iconografici, la lunga intesa tra il Poeta e la Xilografia. Esaurita questa prima parte del testo, nella seconda, ancora portante, Nicola Costanzo analizza cinque distinti momenti autoriali, sempre letti in rapporto alla figura di d’Annunzio, rendendoci i cammei di Adolfo De Carolis, Emilio Mantelli, Gino Barbieri, Antonello Moroni e Armando Cermignani. Con questa seconda parte del testo, l’autore soddisfa la sua tesi giocata sulle relazioni tra Gabriele d’Annunzio e la Xilografia italiana. Ma non si limita a ciò. Perché vuole offrire al lettore ulteriori strumenti di comprensione del “mondo xilografico” e lo fa con le ultime due parti del libro. La terza fornisce dei «lumi sull’arte xilografica», ripubblicando gli scritti «Della Silografia» di Luigi Veronesi e «Piccolo discorso ai pittori incisori» di Paul Valéry, capaci di fornire nozioni, considerazioni e interpretazioni utili e autorevoli per un approccio cosciente al panorama della xilografia. Nella quarta e ultima parte, invece, è direttamente Nicola Costanzo ad offrire al suo lettore quelle «utili nozioni» che passano per i «caratteri di una xilografia originale» e per la «garanzia della firma e le prove», dritte che appassionati e collezionisti dovrebbero tenere a mente. A spingere Nicola Costanzo in questa direzione di ricerca è stata la sua doppia anima di accorto studioso di xilografia da un lato, di valente e riconosciuto xilografo dall’altro. Il polso dell’addetto ai lavori ha infatti agevolato e suggerito a Costanzo la lavorazione di un volumetto «che si distingue per l’originalità del tema trattato e per l’accuratezza della ricerca», come scrive nella prefazione Dante Marianacci, intellettuale di lungo corso e presidente del Centro Studi Dannunziani, e che «fa appassionare man mano all’importante tecnica incisoria della xilografia, forse oggi un po’ trascurata (almeno per le potenzialità espressive che sembra dimostrare), mostrandoci infine come il Vate la prediligesse e la promuovesse presso artisti da lui particolarmente stimati», come nota nell’introduzione Nicoletta Di Gregorio, donna di penna, editrice e vicepresidente della Fondazione Pescarabruzzo. Aperto dai contributi introduttivi appena citati, “Gabriele d’Annunzio. L’Arte e l’Inno della Xilografia italiana” chiude invece con una galleria di immagini selezionate e ordinate dall’autore, una trentina di xilografie, dipinti, disegni e copertine di cui fa abbondante menzione nel proprio saggio e che il lettore potrà consultare con puntuali didascalie in calce. Una lettura agile e piacevole che indaga un aspetto secondario ma non marginale degli interessi di Gabriele d’Annunzio, come si evince dalle pagine di questo volume.

L’autore.
Nicola Costanzo (Pescara, 1936), artista e saggista, si è dedicato in particolare, con la propria ricerca creativa, alla xilografia. Negli anni ’60 scopre il disegno, si dà alla pittura e poi resta affascinato dal mondo dell’incisione, frequentando ad Urbino un corso di xilografia sotto la guida di Pietro Sanchini: da quel momento la teoria e la pratica dell’antica incisione su legno diventano una nuova prediletta via per questo autore. La carriera espositiva lo vede impegnato in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, basti citare il Premio Mazzacurati a Teramo (1970), la Biennale della Xilografia a Carpi (1980), la Triennale Xylon Italiana a Genova (1988 e 1995), la rassegna “Hommage aÌ Jacques Callot” ad Epinal (Francia, 1993), la mostra di Ex libris nel“Museo della Stampa” ad Istanbul nel 1992, la “Conferenza sulla xilografia europea” a Kochi (Giappone, 1990), il XXXXI Premio Sulmona (2014), le esposizioni curate da Vittorio Sgarbi a Spoleto (Palazzo Leti Sansi) e alla Biennale Milano (Spazio Tadini) del 2015, la collettiva bolognese “Nomadismi d’arte contemporanea” e la IV rassegna “Artisti per Nuvolari” alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (2016). Le sue opere xilografiche sono presenti nelle collezioni permanenti di musei e istituzioni, tra i quali il Museo d’arte moderna di Ca’ Pesaro a Venezia, il Museo della xilografia di Carpi, il Museo civico di Forlì, il Museo Cascella di Pescara, il Museo Nuvolari di Mantova, il Gabinetto delle stampe antiche e moderne di Bagnacavallo, il Museo di Villa Croce a Genova, la Collezione di grafica ed ex libris di Casale Monferrato, il Museo dell’incisione di Acqui Terme, il Centro d’arte moderna e contemporanea di La Spezia e la Raccolta Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano. Come saggista Costanzo ha pubblicato i volumi “Le Origini della Xilografia italiana” (2004), “Xilografi a Castellamare Adriatico” (2006), “Le cartoline sulla Grande Guerra di Tommaso Cascella” (2006) e “Rampigna, una terra dannunziana tra fantasia e realtà” (2012).