Personale di Novella Bellora

Dal 29 Ottobre 2018 al 10 Gennaio 2019
Personale di Novella Bellora
Personale, Arte contemporanea

Inaugurazione: lunedì 29 ottobre 2018, dalle ore 18,00.
sede: Galleria Delle Arti, via Bonomelli 8, Cremona

Lunedì 29 ottobre 2018 la Galleria Delle Arti, via Bonomelli 8, Cremona, in collaborazione con la Galleria Scoglio di Quarto di Milano, inaugura dalle ore 18.00 con la personale di Novella Bellora.

NOVELLA BELLORA, nata a Milano nel 1969, dopo aver frequentato il Liceo Artistico si è diplomata all’Accademia di Brera. La sua attività ha avuto inizio nel 1995 e da allora ha partecipato a numerose mostre e rassegne,Tra le mostre principali ricordiamo le Personali nel 1998 e nel 2008 alla Galleria Cortina di Milano, nel 1999 e nel 2013 alla galleria “Immagini, Spazio, Arte” di Cremona; nel 2008, 2010 , 2013 e 2017 espone alla Galleria degli Artisti a Milano. Nel 2017 Personali alla Fortezza del Priamar a Savona e Villa Tittoni-Traversi a Desio (MB). Nel 2012 è invitata al 53° Premio Internazionale Bice BugattiGiovanni Segantini e nel 2014 al Concorso Internazionale di Pittura, Disegno e Grafica “Città di Torino”. Dal 2007 ha partecipato alle Rassegne organizzate per i Soci della Permanente. Nel 2010 è presente alla Fiera di Innsbruck, nel 2013 a Vilnius e nel 2014 a Bucarest e Bergamo. Nel 2016 partecipa alla Fiera di Piacenza e alla mostra “Ciò che vive” presso Villa Tittoni a Desio. Nel 2017 espone al Castell-Platjo d’Aro di Girona (Spagna).E’ presente con una donazione alla Biblioteca Francescana di Palermo, al Museo MIM nel Castellodi San Pietro in Cerro (PC) e nel Castell-Platio d’Aro di Girona (Spagna). Hanno scritto di Lei: Antonino De Bono, Simone Fappanni, Teodosio Martucci, Giovanni Cerri, Elena Giampietri, Francesca Pensa, Ulrico Montefiore, Luca Pietro Nicoletti, Felice Bonalumi, Roberto Riveda, Malù Lattanzi e Andrea Baffoni.

NOVELLA BELLORA. CARTA E SMALTO. Luca Pietro Nicoletti
Non ci sono dubbi nel collocare il lavoro di Novella Bellora in area espressionista: nelle sue tele c’è una temperatura emotiva e un’accensione cromatica costantemente vitale, brillante a volte, sempre tesa verso contrasti drammatici. Già i suoi dipinti di impianto prettamente figurativo erano all’insegna dell’espressionismo: si trattava di nature morte dai contorni spessi e dall’andamento nervoso, violento; lavori simili a certa pittura di Corrente e a istanze della pittura sociale italiana del periodo fra le due guerre. Una fase, questa, che la pittrice si è lasciata alle spalle, ma senza rinunciare a creare tele cariche di materia pittorica e di colori saturi, accostati in modo timbrico, drammatico. Dalla natura morta, la sua attenzione si è spostata sul paesaggio, sulla veduta come laboratorio di sperimentazione. Le composizioni si sono fatte più libere, slegate spesso da funzioni narrative, sfiorando volentieri la soglia dell’informale, di un astrattismo denso e materico. L’obiettivo primario, il bersaglio principe del suo lavoro, però, è prevalentemente il paesaggio, il raggiungimento di uno spazio indefinito, evocato e non descritto, maturato in una conduzione gestuale del lavoro. A volte è come se la pelle della tela si fiorisse di licheni, di effetti soffusi e sottili.
È l’uso di materiali diversi, ma sempre all’insegna di un approccio fortemente espressionista, la marca stilistica del lavoro di Novella Bellora. Nei suoi lavori recenti, in particolare, la carta applicata sulla tela e lo smalto lasciato libero di muoversi sul campo pittorico, prudentemente guidato dalla mano dell’artista, sono le tecniche più usate: due modi di operare sulla pittura molto diversi sotto il profilo esecutivo, ma affini nei risultati espressivi conclusivi. In entrambi i modi, tenuti separati da filoni di ricerca paralleli ma diversificati, l’artista cala le sue opere in una realtà fatta di contrasti forti. Il segno di riconoscimento dei suoi lavori, infatti, è uno spiccato senso del colore, inteso in tutta la sua brillante e satura concentrazione. Bisogna però sottolineare anche come le tecniche in certi casi si compenetrino. Quasi sempre si tratta infatti di tecniche miste che arricchiscono la qualità materica della superficie: lo smalto viene guidato dalla mano sul piano sopra un fondo compatto ad acrilico, facendo contrastare il pigmento opaco della pittura con quello smagliante dello smalto. Per quanto riguarda la carta, invece, essa ha spesso un valore fortemente strutturante per la composizione: Novella Bellora costruisce le composizioni per addizione di frammenti di carta che servono da assi portanti per i successivi interventi pittorici, ottenendo una sintesi per volumi più schematica, compositivamente più ferma.
Una scossa tellurica, o comunque un sommovimento della crosta terrestre, è avvenuto, emettendo in superficie magma e colore infuocato, un colore denso, pieno, che si muove sulla tela con la densità viscosa che è propria della materia pittorica. A volte dei gocciolamenti diffusi sembrano lapilli di smalto che costellano il paesaggio. E poi, sopra tutto questo, dei cieli piatti e compatti: lingue di azzurro o di viola statiche e immobili, come se stessero a guardare, spettatori immoti all’evento sotto di loro. Di certo è successo qualcosa che ha azzerato la presenza umana e ha trasformato il paesaggio in una landa deserta e soggetta a un rivoluzionamento interno. Guardando i dipinti di Novella Bellora, si ha l’impressione di assistere a qualcosa di molto più grande di noi, qualcosa che investe il fruitore, lo lascia interdetto. In altri casi, invece, sembra che questo moto tumultuoso si sia acquietato, immergendosi in una dimensione “umida”, evanescente.
E’ una idea astratta del paesaggio, onirica forse, di certo mentale ed emotiva, senza fare il salto nell’astratto, se non in rari casi nei piccoli formati che sono preziosi come piccoli cammei. Prendono così vita, in un magma di assestamento grandi vedute a spazio aperto infuocato da cieli rossi smaltati e compatti, da colori che si compenetrano in maniera fluida quasi sanguinante. Oppure in alternativa atmosfere oniriche e soffuse, dovute a una rarefazione degli elementi compositivi: è come se una coltre di umidità si sia posata sulle cose, abbia intriso le carte applicate sulla tela e le abbia fatto assorbire degli umori colorati.
Un grande sogno oscilla in queste tele, citando Adolfo Wildt, fra un “carattere fiero” della pittura e una”anima gentile” della pittrice.

Mostra a cura di Gabriella Brembati