L.I.G. (last international group) METARAZIONALITY

Dal 2 al 25 Marzo 2011
L.I.G. (last international group) METARAZIONALITY
arte contemporanea

vernissage: mercoledì 2 marzo 2011, ore 18.00
orario: Aperto da martedì a venerdì: dalle ore 17.00 alle 19.30 o per appuntamento

La GALLERIA SCOGLIO DI QUARTO, via Ascanio Sforza 3 – Milano, inaugura il 2 Marzo 2011, dalle ore 18,00, la mostra L.I.G. (last international group) METARAZIONALITY.
A 10 anni dalla costituzione del gruppo formato da BEPPE BONETTI – Rovato BS 1951, RUDOLPH RAINER – Dusseldorf 1950, MILAN ZORICIC – Drnis 1955 e dal MANIFESTO DELLA METARAZIONALITA’ (Milano 1 gennaio 2001) il gruppo storico viene presentato da GABRIELLA BREMBATI con una selezione di lavori che intendono ripercorrere i principali aspetti del lavoro dei tre artisti.

Nata come CRITICA DEL PENSIERO VISIVO RAZIONALE e delle sue certezze la METARAZIONALITA’ si pone come metafora di forte valenza concettuale e simbolica, nella sua concretezza pittorica così come nei video e negli allestimenti realizzati in molti spazi europei, nord americani, asiatici.

La METARAZIONALITA’ resta oggi un campo aperto per nuove forme rappresentative poste al limite di due fondamentali concezioni della rappresentazione; razionale geometrica programmata e irrazionale istintiva informale.

Dal 2 al 25 MARZO 2011, dal martedì a venerdì (ore 17,00 – 19,30)
Catalogo in galleria.

Quest’anno il gruppo L.I.G. compie dieci anni. Il primo gennaio 2001, primo giorno del nuovo millennio, proprio a Milano venne firmato da Beppe Bonetti, Rudolph Rainer e Milan Zoricic il Manifesto “Metarationality – Last International Group”.
Bonetti, italiano, Rainer tedesco, Zoricic croato, hanno inteso e intendono, col nuovo millennio, superare sia l’esperienza razionale/concreta programmata, sia l’esperienza informale/gestuale, materica, tipica della fine dell’ultimo secolo del secondo millennio, in una sintesi che tutte le compendi.
La razionalità della geometria e la ricerca dell’ordine viene da questi artisti spezzata. L’informale, il disordine fanno capolino con gestualità perentorie. Niente è più scontato. Dopo (“meta” in questa accezione) la geometria c’è ancora la geometria, ma attraversata dai gesti della irrazionalità informale. E così in Bonetti la perfezione euclidea della linea del cerchio viene frantumata nel disordine, seppur apparente, di piccoli segmenti; in Rainer le linee curve e ondeggianti del fondo sono sovrapposte da rettangoli che sarebbero perfetti se non apparissero improvvise piccole colature nei loro bordi; in Zoricic la geometria contiene materia viva, pulsante, come se la sovrastruttura razionale, nella nostra condizione umana, contenesse tutte le contraddizioni del nostro essere.
L’Io e il Non Io continuano così la loro lotta e nuovi Io permettono all’Arte di continuate, nell’Arte, una delle più affascinanti avventure dell’Uomo. La Galleria Scoglio di Quarto è onorata di parteciparvi con l’allestimento nei propri spazi di questa mostra