IN DUE. Maurizio Ruzzi e Alessandro Savelli

Dal 6 al 28 Febbraio 2014
IN DUE. Maurizio Ruzzi e Alessandro Savelli
arte contemporanea, doppia personale

vernissage: giovedì 6 febbraio 2014, dalle ore 18,00
orario: da martedì a venerdì per appuntamento, sabato 17,00 – 19,00.
Ingresso libero
cataloghi: in galleria

Giovedì 6 febbraio 2014 la Galleria Scoglio di Quarto, via Ascanio Sforza, 3, Milano, inaugura dalle ore 18.00 la mostra “In Due” degli artisti Maurizio Ruzzi e Alessandro Savelli.

 

Note biografiche su Maurizio Ruzzi
Maurizio Ruzzi è nato a Loreto Aprutino (Pe) il 22 settembre del 1954. Si é diplomato presso il Liceo Artistico di Pescara e in questa città abruzzese ha frequentato il Conservatorio “Luisa D’Annunzio” per la scuola di organo e composizione con la professoressa Elisa Luzi. Nel 1978 ha partecipato ai seminari di musica elettronica a Liegi e Bruxelles sotto la guida dei compositori Enrì Pousser e Fredrik Rzewschi. Tornato in Italia si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna con la tesi Rapporto fra immagine e suono. I viaggi, le conoscenze di illustri personaggi della cultura sono stati per il giovane Ruzzi insegnamento e guida, riflessione e conoscenza di un sapere sempre più vasto e aperto a nuove situazioni culturali. L’innata passione e la coscienza specifica della Musica l’ha condotto nel tempo a traslare nell’Arte quei segnali trascendentali che solo la creatività di un sensibile artista può e sa donare al mondo della cultura come coscienza e conoscenza del proprio essere. Un amore a parte, è sempre stato, sin dalla tenera età, per Maurizio Ruzzi, la Natura, Madre e Maestra, che l’ha portato per mano nei territori regali della sua Arte come messaggio spirituale e umano del rispetto dei principi fondamentali che governano l’intero Universo. Un universo che l’artista rispecchia nelle sue opere in cui la Musica, la Natura e il Disegno si fondono nell’Arte Totale di Maurizio Ruzzi.

Ruzzi – Oltre la Musica
Gli Artisti creano Sogni per uomini svegli (Platone)
Ogni creazione tende a diffondersi. Il fruitore è chiamato in qualche modo ad essere il complice dell’autore. In questa mostra di Maurizio Ruzzi dal titolo L’Arte con la Musica nel Cuore, l’artista ha creato con amore e passione le sue opere e le espone nella storica Galleria milanese “Scoglio di Quarto”. In realtà la partecipazione attiva del pubblico dà al complice un godimento così vivo da unirlo fino ad un certo punto allo spirito che ha concepito, creato e realizzato l’opera d’arte quasi a identificarsi col creatore. Questo connubio avviene sempre e comunque quando il promotore della Mostra, il gallerista, ha una profonda conoscenza dell’arte, una integra personale storia e un senso intuitivo verso l’opera d’arte e verso gli artisti, poiché ritengo che il gallerista sia il primo a credere e a vivere l’opera d’arte insieme all’artista. Maurizio Ruzzi, nato a Loreto Aprutino in provincia di Pescara il 22 settembre 1954 nella ridente terra abruzzese, è l’artista che sin dalla tenera età è vissuto tra Musica e Arte, tra Natura e Creatività. Un unico connubio che gli studi, gli incontri, le esperienze accademiche delle due discipline, tanto amate, e la sua innata energia creativa lo hanno condotto per mano nella strada prestigiosa dell’Arte. Un’ Arte quella di Ruzzi che contiene messaggi, desideri, utopie, sogni di un mondo che disegna le alte vette della poesia universale della cultura. I suoi segni su fogli, tele, cartoni bianchi sono la transustanziazione della sua musica, i colori appartengono alla luce di un arcobaleno infinto, etereo dove regnano i ricordi della Natura verdeggiante della sua terra natale. Nulla è dato al caso. Tutta la sua creatività nasce da un pensiero forte che guarda il Futuro. Un Futuro che Maurizio Ruzzi sogna sempre migliore per l’Uomo, per la Società. Per Maurizio Ruzzi l’Arte è Musica, una sonorità alchemica che soddisfa il pensiero, l’etica e l’estetica. Le sue opere sono perle luminose in cui regna la saggezza e la conoscenza, la storia di una vita creativa dedicata esclusivamente a rendere visibile l’incantevole musica artistica dell’invisibile. Nel passare degli anni le sue opere sono presenti in famose collezioni pubbliche e private. In questo crocevia di segni alchemici, di colori fantasmagorici, di ineluttabile Natura vive la ricerca artistica di Maurizio Ruzzi che ha fatto dell’Arte l’unica possibilità di esistere. L’Arte è Vita. Una vita che dona serenità ed evoluzione all’umanità.

Lucrezia De Domizio Durini Parigi/Bolognano gennaio 2014

Note biografiche su Alessandro Savelli

Alessandro Savelli è nato a Milano nel 1955 e vive e lavora a Desio. Diplomatosi al Liceo Artistico di Brera nel 1973, esordisce l’anno successivo con una mostra personale alla Galleria San Rocco di Seregno e da allora ha allestito oltre cinquanta mostre personali in Italia, Svizzera, Giappone e Germania. Laureatosi in Architettura al Politecnico di Milano nel 1979, si è dedicato dal 1983 all’insegnamento dell’arte, prima come docente, poi, dal1990 come preside del Liceo Artistico Papa Ratti di Desio e dal 1992 al 2001 è stato titolare della cattedra di Pittura all’Accademia Aldo Galli di Como. Attualmente è Dirigente Scolastico al Liceo Artistico del Collegio Pio XI di Desio e Direttore della Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani di Nova Milanese.Nel corso della sua più che trentennale carriera Savelli si è dedicato professionalmente alla scenografia teatrale, al restauro conservativo di beni culturali, all’allestimento museale, alla realizzazione di dipinti, incisioni e ceramiche conservate in collezioni pubbliche e private in Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Belgio, Giappone, Argentina, Bolivia, Sud Korea, Messico, USA, ottenendo premi e riconoscimenti. Partecipa a mostre collettive e tematiche in sedi pubbliche e istituzionali quali: Museo della Permanente Milano; Pinacoteca Civica di Gorizia; Museo d’Arte Contemporanea di Lissone; Palazzo Ducale di Revere: Museo V. Colonna di Pescara, Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti; Museo d’Arte Contemporaneo Castell de Benedormiens, Castell D’Aro, Santa Pau, Sala Civica des Esposicciones Santa Susanna, Can Rate’s (Catalunya); Civico Museo Parisi Valle di Maccagno; Palazzo Ex-Borsa di Ferrara; Chiostro di Voltorre Gavirate (VA); Istituto Italiano di cultura Bruxelles; Hangaram Art Museum Seul (Sud-Corea); Università Cattolica Milano; Palazzo Ducale Sabbioneta (MN); Archivio Centrale dello Stato Roma EUR; Museo Civico Floriano Bodini Gemonio (VA); Museo Storico Villa Saroli Lugano (CH); Palazzo Boglietti Biella; Palazzo Graneri Torino; Quadrerie di Malgrate (LC); Museo D’Arte Contemporanea Rocchetta a Volturno (IS); Proyecto mARTadero Cochabamba (Bolivia); 54 Biennale di Venezia; Colori Sala Comunale Brivio (LC). Ha partecipato a numerosi premi nazionali e concorsi ottenendo riconoscimenti a partire dal 1990.

Savelli – Nota di un incontro
Desio. In pieno centro storico c’è lo studio di Alessandro Savelli. Reduce da una serie di importanti mostre allestite nel “Nuovo Mondo” a Los Angeles e in Mexico, a Ensenada, mi aspetta per strada. Lo riconosco da lontano dalla sua figura alta e imponente. Un cenno della mano e dopo aver posteggiato fortunosamente la macchina in una strada stretta con a lato vecchie e basse case, lo raggiungo. E’ vestito con giacca leggera e maglione dolce vita. Un cortile, forse residuo di una vecchia cascina, porta allo studio. Il “dipingitoio”, come lo chiama Savelli, è una ampia stanza all’interno dello studio. Il pavimento sembra una grande tavolozza con i colori tipici della sua pittura: i blu, i rossi cupi, i marroni, i gialli e gli arancioni si contendono gli spazi sovrapponendosi casualmente e in sequenza caotica gli
uni sugli altri. Una grande tela è in preparazione. Contrariamente a molti studi d’artista da me visitati, non c’è traccia in questo di apparecchi per ascoltare la musica. Mi conferma che quando dipinge preferisce la musica del silenzio e la concentrazione assoluta sull’operare. La musica vera lo distrarrebbe. Il silenzio peraltro è il vero protagonista della sua pittura. Una musica del silenzio come atto fondamentale della sua pittura. Se il silenzio è la sua coscienza di base, questo viene interrotto sulla tela dai rumori del silenzio: avvisi di vita, sequenze di segni, stesure ampie e omogenee, accordi di colori negli affiancamenti e nelle sovrapposizioni, toni su toni e brusii improvvisi che emergono dai fondi. Quella di Savelli è una pittura meditata, controllata e filtrata. L’essenza che si mostra offre la vertigine del profondo. Che Savelli sia un pittore della contemporaneità non c’è dubbio, per sensibilità e coerenza. Un pittore che però si estranea dalle facili tendenze della contemporaneità, dove troppo spesso la sperimentazione giustifica il vuoto. Savelli si allaccia nella contemporaneità con una pittura densa di emozioni, di echi di pensieri e di meditazioni solitarie che, attraverso sapienti tecniche pittoriche non disgiunte dalla tradizione, ci insegnano che l’arte e la verità ancora oggi possono viaggiare fondendosi in un unico afflato.

Stefano Soddu Gennaio 2014