Giovanni Valentini. Sogno Cosmologico

Dal 10 al 29 Febbraio 2016
Giovanni Valentini. Sogno Cosmologico
arte contemporanea, personale

vernissage: martedì 9 Febbraio 2016, dalle 18,00
orario: martedì a venerdì dalle 17 alle 19,30 o per appuntamento

Martedì 9 febbraio 2016, dalle ore 18,00 la Galleria Scoglio di Quarto, via Ascanio Sforza, 3 Milano, inaugura la mostra personale del maestro Giovanni Valentini dal titolo Sogno Cosmologico, a cura di Claudio Cerritelli.

Sognatore cosmico in viaggio verso mondi possibili, Giovanni Valentini propone in questa mostra una sequenza di opere pittoriche come visioni di profondo cielo, lampi di luce disseminati nel luogo che contiene tutti i luoghi, fenomeni di varie dimensioni appartenenti a un mondo remoto dove si intuiscono percorsi che vengono da lontano e si rivolgono verso altrettante immisurabili lontananze.
All’origine di quest’investigazione fantastica sta lo studio scientifico dei corpi astrali attraverso il telescopio, l’osservazione diretta del cielo e dei suoi eventi cosmici, pianeti pulviscoli e bagliori che l’intuizione creativa restituisce con esattezza non dimostrabile, vero parametro di fantasticazione pittorica, disvelamento di valori cromatici avvolgenti.
Valentini non ostenta la sua profonda cultura scientifica ma è inevitabile sottolineare che essa guida ogni fase della ricerca visiva, infatti la conoscenza circostanziata dei fenomeni astronomici stimola fantasie spaziali attraverso la forza ancestrale delle vibrazioni che perennemente si sprigionano nel cielo (..)
Tratto dal testo in catalogo di Claudio Cerritelli Sogni di profondo Cielo, scritto per questa mostra di Giovanni Valentini.

La mostra sarà visitabile dal 10 al 29 febbraio 2016, dal martedì al venerdì, dalle ore 17,00 alle 19,30 o per appuntamento.

Giovedì 11 febbraio 2016, alle ore 18,00, presso la galleria Scoglio di Quarto, via Ascanio Sforza 3, Milano, nel corso della mostra di Giovanni Valentini, verrà presentato il libro di Giancarlo Pagliasso IL DEFICIT ESTETICO NELL’ARTE CONTEMPORANEA (Marcovalerio Editore, 2015).
Sarà presente, oltre l’autore, il Prof. Gérard-Georges Lemaire

Giancarlo Pagliasso (Torino, 1949). Estetologo, scenografo, artista e scrittore. Fondatore, nel 1976, del G.R.M. e direttore dello Studio 16/e (Torino, 1977-90). Teorico e artista dell’Arte Debole (1985-96). Direttore, dal 1997, dell’agenzia d’arte Figure. Caporedattore della rivista www Iride.to. (2002-2004). Ha pubblicato: Déjà Chimera Saggi/Writings, 1987-90 (Tangeri, Editions d’Afrique du Nord, 2001); La retorica dell’arte contemporanea (Udine,Campanotto,2011); Il deficit estetico nell’arte contemporanea (Cercenasco, MarcoValerio, 2015); Fotografia 2 (Udine, Campanotto, 2015). Ha curato: Sheol (Torino, Marco Valerio, 2003); Collins&Milazzo Hyperframes (Udine,Campanotto, 2005); Julian Beck (Diari 1948-1957. Udine, Campanotto, 2008); Julian Beck. In the Name of Painting (Pordenone,Museo Civico, 2009). Curatore di mostre in Italia e all’estero, è uno dei redattori di Zeta (Udine), per cui scrive dal 2005. Collabora inoltre con le riviste on line Verso (Parigi) e Artapartofcult(ure) (Roma).

Il titolo dell’ultimo libro di GianCarlo Pagliasso, Il Deficit Estetico nell’Arte Contemporanea fa pensare ad una fredda e arida investigazione teorica sull’arte odierna. Ma non è proprio così. Se ha un aspetto teorico, ha anche altri aspetti, tra l’altro quello della dolce ironia che s’indovina in questo titolo. Prima di tutto è un viaggio nel mondo della creazione artistica in Italia e in altri paesi, in Francia o in Germania fino agli Stati Uniti. L’autore è prima di tutto un osservatore. I suoi viaggi, dal 2000 ad oggi, gli fanno scoprire tante forme di arte che descrive e commenta. Non cerca un sistema d’interpretazione. Da un capitolo all’altro, cerca di capire cos’è successo nella sfera della creazione che è piena d’ambiguità e di numerose contraddizioni. In un secondo tempo, il lettore capisce che queste scoperte aprono vari dibattiti su i fondamenti di quello che chiamiamo ancora arte. GianCarlo Pagliasso non ha la pretesa di fornire un modo universale per spiegare tale situazione. Ma ci offre la possibilità di andare oltre le apparenze e di provare ad entrare in questo mondo strano con una grande apertura di spirito e con la possibiltà di confrontare tante esperienze diverse e che sembrano in opposizione. Questo saggio è necessario per tutti noi, sia che si sappia tanto sull’arte o che se ne sappia poco, che si sia o no favorevoli all’arte contemporanea. Questo viaggiare è un modo di pensare, di riflettere su quello che succede e che sfugge sempre di più alla logica o alla ragione. È un libro d’iniziazione e un vade-mecum per iniziare un vero dialogo su quest’argomento ormai scottante. Gérard-Georges Lemaire