Attraversamenti. Mostra collettiva

Dal 3 al 13 aprile 2003
Attraversamenti
Mostra collettiva

vernissage: 3 aprile 2003
catalogo: in galleria, testi di Mimma Pasqua e Renata Rapa
orario: martedì a venerdì dalle 17 alle 19,30 o per appuntamento

NASCITA DI UNA MOSTRA
L’idea era nata da alcuni miei racconti brevissimi, flashes di un’esperienza dolorosa e segnante. Poi si era concretata in un lavoro da fare con gli artisti, insieme.
Non più la mostra collettiva in il critico si limita a dare il tema e gli artisti lo elaborano sottoforma di opere ma il loro coinvolgimento nell’elaborazione del tema stesso, con la conseguente presa di coscienza della propria modalità di attraversare la vita in quel momento dell’esistenza, dove anche il silenzio era portatore di una condizione, espressa in pensieri non trovanti ancora traduzione nelle parole, c’erano stati tre incontri nella biblioteca comunale Dergano-Bovisa che ci ospitava per l’occasione e dove si sarebbe dovuta svolgere la mostra se non fosse intervenuta una intempestiva chiusura al pubblico per lavori di ricatalogazione. L’intervento di Renata Rapa, amica da tanti anni con cui avevo condiviso importanti momenti esistenziali, mi si era rivelato come una conseguenza. Esperienza di counseling e di conduzione di gruppi, abituata perciò alla modalità dell’ascolto (sono consapevole di quanto sia difficile farsi penetrare dalle opere dell’altro, “ascoltarlo” fino in fondo), e che si avvale anche dell’autobiografia come strumento di autoanalisi, di presa di coscienza di sé e perciò di crescita, si sarebbe rivelata preziosa collaboratrice in un’impresa non facile. Chiarisco a questo punto che per attraversamenti intendo i punti cruciali, i momenti importanti di trasformazione, in cui si abbandonano gli orpelli di un passato che ci ha pur sempre costruito e si guarda al futuro con sguardo curioso, desidero del nuovo, avido di vita, ma anche carico di ansie e di timore dell’ignoto. Operazioni queste che l’artista compie, spesso in modo inconsapevole, esprimendole nel suo lavoro. Esso si configura in tal modo come una particolare modalità di attraversare la vita, tralucentesi in immagini prodotte con i mezzi più vari, colori e pennelli, video, azione performativa. L’arte come momento di simbolizzazione iconografica di un percorso sonda le profondità dell’uomo che si cerca e così facendo tenta di ritrovare se stesso. Sarà il critico che con i suoi strumenti, la conoscenza della storia dell’arte, la pratica fondamentale della frequentazione degli artisti e dei loro studi, cercherà di interpretarla, dando una valutazione di riuscita sul piano estetico di un’opera che si offre per ambiguità di termini e che si presenta ad una sfaccettatura di interpretazioni affascinanti, ma pur sempre parziali, essendo l’opera d’arte nella sua essenza imprendibile.
Il lavoro del critico, così come inteso in questa prospettiva, diventa scambio e condivisione, incontro di vite e di esperienze, che investe in ultima istanza il senso del vivere e diventa reciproco patto confermativo.

Mimma Pasqua
Settembre2002